OBSERVE-MACK

Observe: Nate Mack of MACK GUITARS

OBSERVE MACK GUITARS

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HNSL: Introduce your activity and how it turned out to this point. Why someone should get a Mack guitar?

Nate Mack:My name is Nate Mack, I’m 38 years old and I am a Luthier and Custom Guitar builder. I have been working with wood since I could hold a tool. I slowly moved up the chain in the construction industry until I became a master finish carpenter, then I had a chance to go to Atlanta Guitarworks School of Lutherie in 2009 and I have been building guitars and repairing them ever since. I also have been modding guitars in my spare time since I was 19, and did 2 full assemblies. But I didn’t build one from blocks of wood until I went to school for it. Someone should get one of my guitars if they see my style and shape designs and like them. Plus I like to use woods you wouldn’t normally find in production guitars from bigger name companies. I pretty much build one off designs for people. One of a kind guitars.

Ciao Nate, parlaci della tua attività e di come è arrivata a questo punto. Perché qualcuno dovrebbe comprarsi “una Mack” ?
Mi chiamo Nate Mack, ho 38 anni, sono un liutaio e costruisco chitarre custom. Ho lavorato il legno fin da quando sono stato in grado di tenere in mano un attrezzo. Nel corso degli anni ho fatto lentamente carriera nel mondo della carpenteria fino a diventare mastro falegname nella finitura, quando qualche anno fa si è presentata la possibilità di frequentare l’Alta Scuola di Liuteria ad Atlanta (Atlanta Guitarworks School of Lutherie) e da allora costruisco e riparo strumenti. Quando avevo 19 anni modificavo chitarre nel mio tempo libero e già avevo lavorato a due assemblaggi completi. Ma è stato con la scuola ad Atlanta che ho cominciato a costruire le mie, a partire dai blocchi di legno grezzo. Perché acquistare una delle mie chitarre? Innanzitutto chi è interessato dovrebbe dare un’occhiata al mio stile e ai design che propongo, in più mi piace usare legni che normalmente non si trovano

nelle produzioni dei marchi più grossi e in vista. Produco per lo più strumenti unici ed irripetibili in serie, modelli custom realizzati su richiesta.

Mack beast
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What was the first guitar you played? Any other cool one to remember?
2Well, my mother used to play guitar, so I strummed her Epiphone acoustic a little when I was around 5 or 6. Then my parents bought me an acoustic from a flea market for my 6 birthday and I played around on it some. But being a product of the 80’s , my 2 older brothers and I had a pretty bit influence from Mtv and they ended up smashing it listening to Twisted Sister. I didn’t get another guitar until I was 16. I’ve been lucky enough to play some rad guitars, just through customers of our shop and my wood resources. One of my favorites was while I was getting wood from John Arnold in Newport Tennessee, He happen to have one of Doc Watsons guitars there that he had built for Doc. The one with his wifes name “Rosalee” inlaid on the top. That was pretty an amazing guitar.

Qual è stata la prima chitarra che hai suonato? Ne ricordi qualcun’altra particolarmente interessante?
Dunque, mia madre suonava spesso la chitarra, quindi già quando avevo 5 o 6 anni mi capitava di strimpellare la sua Epiphone acustica. Per il mio sesto compleanno i miei genitori mi regalarono un’acustica trovata in un mercatino delle pulci, e già cominciai a suonarci un po’ di più. Ma essendo la generazione degli Anni ’80, io e miei due fratelli più grandi siamo stati influenzati da Mtv e siamo inevitabilmente arrivati ai Twisted Sister. Non comprai altri strumenti fino ai 16 anni, ho avuto però la grande fortuna di poter suonare alcune chitarre pazzesche, tramite i nostri clienti o i miei contatti per procurarmi legni di qualità. Una delle mie preferite la trovai a Newport, Tenneessee mentre stavo recuperando legni da John Arnold. Aveva sottomano una delle chitarre che aveva costruito per Doc Watson (leggenda folk bluegrass del North Carolina, cieco dall’età di un anno e scomparso un paio d’anni fa, influente su band storiche come Grateful Dead). Si trattava della chitarra di Doc col nome di sua moglie “Rosalee” intarsiato sul top, uno strumento davvero straordinario.

Which kind of music do you like to play? What are your favorites and why?

I like to play all kinds of music. From old country to prog metal. It’s not really the kind of music as much as the people I am playing with. If you have a group of people that are timid around eachother and holding back, then you may get some songs out. But the spirit isn’t there. But if you get in a group where everyone is locked in and giving it all of their heart, then those are my favorite jams. And I’ve run into those situations in all genres of music I’ve played. Right now I’m filling in on bass for a Blues project with a local blues legend in my town here. And that’s alot of fun, I also just recorded some lead work on an album for a friend of mine who does an alternative folk thing. My two favorites are some dirty blues, and stoner metal. I can’t pick just one.

Che musica ti piace suonare? Quali sono i tuoi generi preferiti e perché?
Mi piace suonare la maggior parte dei generi, dal country delle origini al prog metal. Non importa tanto cosa sto suonando, piuttosto con chi sto suonando. Se hai un gruppo di persone chiuse, timide e che stanno sulle loro, sicuramente potrai cavarci fuori qualche canzone, ma manca lo spirito. Ma se ti trovi in un gruppo in cui ognuno è sul pezzo e mette tutto il cuore in quello che fa, ecco queste sono le jam che piacciono a me. E finora ho cercato questa situazione in ogni progetto in cui abbia suonato. Al momento sto suonando il basso in una band blues in cui partecipa un’icona blues locale (dell’area di Waynesville NC, nei dintorni della più nota Asheville). Ci divertiamo parecchio, ho anche appena registrato alcune linee di chitarra solista per l’album di un amico che propone un misto di alternative e folk. I miei due generi preferiti rimangono però il blues sporco e grezzo e lo stoner metal, non saprei proprio scegliere tra i due.

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Let’s talk about the two models made for Giorgio with his specifics, The Mothman and the custom NH jumbo acoustic also Nate Hall plays. How these projects came out?
Man, I couldn’t be happier with the results of these projects. One of the things I like best about the Mothman, is how much Giorgio was a part of it. He designed logos and stuff for me too! Thats his design, I added some artistic flares that thought would make it look a little cooler, but for the most part that’s his design. I like it when a musician gets involved. Because they add elements I normally wouldn’t think of. And you get a truly custom design. He let me know what sound he was looking for and I tweaked it accordingly for that. I wound the pickups to a resistence that would give him an even amount of highs and lows so he could be versatile with the sound. And that acoustic, we designed with the customized specs of the one Nate Hall and I came up with. It’s a very rigid and heavy guitar, but I sweetened it up in certain places so it sounds very balanced. It’s made of Black Locust back and sides which you don’t see very often due to the fact that the Black Locust tree is very crooked and doesn’t live very long due to bug infestation, so they rarely get big enough to get instrument wood out of. But I found some. And it’s an amazing tonewood.

Parliamo dei due modelli che hai realizzato sui progetti di Giò. “The Mothman” e la “Nate Hall jumbo” customizzata. Come sono nati questi due lavori?
Amico, non potrei essere più felice del risultato ottenuto. Una delle cose che mi piacciono di più della Mothman è quanto Giò sia stato parte integrante del progetto. Fuori da questo progetto ha disegnato loghi e altro per me, essendo il suo lavoro principale. Il nome “The Mothman” deriva dalla leggenda dell’Uomo Falena, originaria di qui sulle montagne degli Appalachi. L’Uomo Falena è una creatura mostruosa che sarebbe stata ripetutamente avvistata negli Anni ’60 (principalmente in West Virginia), un presagio di sventura culminato col crollo del Silver Bridge nel 1967. La chitarra è un design di Giò, io ho aggiunto alcuni trucchi del mestiere, guizzi artistici che abbiamo pensato potessero renderla ancora più bella, ma per la maggior parte si è trattato di una sua idea. Mi piace coinvolgere musicisti, perché spesso aggiungono elementi a cui io non penserei minimamente. Così si arriva ad avere dei design VERAMENTE custom. Abbiamo discusso di quale sound e caratteristiche cercasse e ne ho tirato fuori un progetto basato su di esse. Ho avvolto personalmente i pick-up e realizzato l’elettronica in maniera tale che Giò possa ottenere la quantità di basse e alte che cerca, mantenendo comunque una certa versatilità dello strumento. Riguardo l’acustica, l’abbiamo progettata customizzando le specifiche di quella che avevo precedentemente realizzato per Nate Hall (della band space rock U.S. Christmas). Il risultato è una chitarra (questa volta però elettrificata) davvero solida e pesante, addolcita nella struttura in alcuni punti in modo da avere comunque un suono molto bilanciato. Top e fianchi sono stati realizzati in robinia pseudoacacia (comunemente nota come Black Locust), un legno che si vede molto raramente in giro poiché il Black Locust è un albero piuttosto rovinabile e che non vive molto a causa dell’infestazione da parte di insetti, quindi è difficile che sopravvivano diventando sufficientemente grandi da poterne trarre legno a sufficienza per uno strumento. Ma sono riuscito a trovarne a questo giro, e si tratta di un legno dalle fantastiche proprietà tonali e di risonanza!

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Can you explain the reasons why handmade guitars sound way better and feel more comfortable than the factory-made ones? I think it’s easier for most guitar players to understand the difference, but I know that as a luthier you could surely go into greater details and maybe even make people looking for their own sound.
The way I’ve tried to explain this is the difference between your mothers homemade cooking and the food at a fast food chain. I can tweak things along the way, add certain woods here and there that affect the sound, orient the grain in a certain way so that when it’s done, you have a concoction of tonewoods, put together in a way that is specialized for an individual, as opposed to a factory guitar, which uses a pretty much standard design for every guitar. And they have to do it with woods that they can make a thousand guitars out of so it has to be a consistent strain. But I on the other hand, can find a unique piece and focus on making a one of a kind instrument that markets to the more out of the box musician.

Puoi spiegarci come mai gli strumenti artigianali fatti a mano suonano molto meglio e sono più confortevoli da suonare rispetto alle cosiddette “di fabbrica”? Penso sia semplice per ogni musicista capire la differenza su un piano superficiale, ma senz’altro da liutaio potrai sicuramente scendere più nei dettagli e magari spingere qualcuno che ancora non lo fa a cominciare la ricerca per il PROPRIO suono.
Se dovessi trovare un modo per spiegare questa cosa, ti direi senz’altro di trovare la differenza tra i biscotti fatti in casa dalla mamma e il cibo di un qualunque fast food. Un progetto custom viene aggiustato nel corso della sua realizzazione, si possono aggiungere qua e là componenti che ne variano il suono e li si può disporre in un certo modo così che quando il progetto è finito si ottenga una miscela unica di ottimi legni tonali, messi insieme secondo i propri gusti, in maniera molto più particolareggiata rispetto agli strumenti “di fabbrica”, che seguono il più delle volte progetti standardizzati. Soprattutto, vengono utilizzati legni da cui un produttore possa tirar fuori migliaia di chitarre, che hanno quindi caratteristiche molto comuni. Io posso invece recuperare pezzi unici e mi impegno a realizzare strumenti irripetibili che marchino ancora di più le caratteristiche di un musicista fuori dal coro.

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What’s your aim when it comes to dealing with artists looking for certain weird sounds?
I mean for example the unusual stuff yuo came up with The Mothman, like the bridge P90 and weird shapes
Making them their dream guitar. That’s what I like to do. I want to design THEIR guitar or make the one that they’ve had in their head. And the weirder the better. I”ve always been weird and my guitars are no different. But I want it to be a reflection of the person as much as their music is. And I want it to sound as unique as they want it. So we just kind of look at some of their favorite sounding guitars and come up with our own blend of one out of that. I have about 100 different shapes I’ve come up with in my sketchbook. And I get them to narrow down their favorites then we tweak from there. Woods, pickups, effects, alot of research usually goes into a build, and sometimes the customer has all the specs picked out.

Qual è il tuo obbiettivo quando ti capita di aver a che fare con artisti che cercano suoni fuori dal comune? Mi riferisco per esempio al metodo atipico con cui hai realizzato la Mothman di Giò, che ha un inusuale pick-up P90 montato al ponte oltre alla forma strana.
Punto a costruire quella che è la chitarra dei sogni, è questo che mi piace fare. Voglio costruire LA loro chitarra, quella che hanno in testa. E più è strana, meglio è! Sono sempre stato un tipo strano, le mie chitarre non fanno eccezione. Voglio che siano un riflesso della persona che le suona, come lo è la sua musica. Devono suonare uniche nella misura in cui il musicista voglia che siano uniche. Si fa una ricerca su quelle che sono le chitarre che secondo lui suonano meglio e che preferisce e si progetta a partire da questa ricerca qualcosa che ne comprenda le caratteristiche. Ho almeno un centinaio di forme diverse nello sketchbook, le affino e correggo secondo i gusti del musicista e da qui si parte. Legni, pick-up, effetti, sono una parte della ricerca che confluisce nella costruzione e spesso si lavora a fondo su ogni minimo dettaglio.

nate hall - jumbo acoustic

Nate Hall with mack’s Jumbo Acoustic

Often your works feature very hard-to-find materials, woods, bones etc., don’t you encounter any difficulty in getting them?
I asked this because you always mantain a low profile on prices for such beautiful works.
Yeah, I do sometimes. I offer limited runs on things like my 15000 year old bison bone nuts and saddles. And pretty much just use those in my custom guitars. But I build about 12 guitars a year, and I happen to live by some amazing resources for fine tonewoods and unusual exotics. I just got lucky on that part. I live in the middle of the Appalachian Mountains and cool things seem to gravitate towards this area. But I usually wont suggest something that I don’t already have, or can’t check on immediately.

Spesso nei tuoi lavori troviamo materiali quasi impossibili da reperire, legni, particolari capotasti in osso ecc., è difficile recuperarli?
Ce lo siamo chiesti poiché riesci comunque a mantenere prezzi molto accessibili per lavori tanto complessi.
Sì, spesso incontro difficoltà, infatti offro una disponibilità limitata su materiali come l’osso di bisonte recuperato dal fiume Ohio, vecchio di 15,000 anni, con cui ho realizzato il capotasto della Mothman. E per lo più si tratta di cose che utilizzo solo nei miei progetti custom. Costruisco circa una dozzina di chitarre all’anno, ma vivo in un’area dove capita di trovare risorse straordinarie in termini di legno di qualità e addirittura legni esotici. Banalmente sono solo fortunato. Vivo nel mezzo della regione montuosa degli Appalachi e sembra che tutto quel che c’è di interessante finisca per gravitare intorno a quest’area. Solitamente però suggerisco di usare solo materiali che ho a portata di mano o che posso recuperare entro breve.

What would be your advices for younger musicians or simlpy “unexperienced” gearheads to start forging their taste in sound?
We don’t have a such original musical scene like yours… and this bring us to the 9th question:
Try everything. Don’t be afraid of doing something completely weird. That’s how some of the best musicians found their sounds. The amount of amazing records recorded with crappy garage sale guitars baffles me. Get your technique down, and learn the fretboard for sure, but in the end trust your ears and play with your heart. Everything else you learn is just the road to get you to that point. If you like an artist sound, see if you can find a rig rundown on youtube, or see if you can google what pedals they used in your favorite song. That should give you an idea of what your looking for, then go from there.

Quali sono i tuoi consigli per i musicisti più giovani o semplicemente per chi non ha approfondito una propria ricerca per cercare il proprio suono? Purtroppo non abbiamo una scena musicale originale quanto la vostra, e questo ci porterà alla domanda successiva…
Provate tutto. Non abbiate paura di fare qualcosa completamente fuori di testa, è così che alcuni dei migliori musicisti hanno trovato il loro suono. È impressionante quanti dischi blasonati siano stati registrati con strumentazione recuperata da garage e scantinati. Mettete un attimo da parte la tecnica, certo imparate a muovervi con la chitarra, ma alla fine seguite solo il vostro orecchio e suonate col cuore. Tutto ciò che potete imparare è solo strada facendo per arrivare a questo punto. Se vi piace il sound di qualche musicista, cercate se trovate il suo setup su YouTube o se Google vi aiuta a scoprire che effettistica usa nella vostra canzone preferita. Questo vi darà un’idea di cosa stiate cercando e del punto da cui partire per evolvere.

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Asheville gave birth to Moog Music, lately to a well-known pedal producer which is Blackout Effectors. Do you think that this reality had an impact in some way on your underground? Just to name a few, out of this area came out killer bands like U.S. Christmas, Enoch and Soft Opening, and The Smashing Pumpinks stopped by in 2007 with some shows at The Orange Peel. It looks like a very thrive scene, isn’t it? I checked also a picture of this blues icon Smoky Bottoms playing the Mack V on FB, and the reported script made me think of an awesome bluegrass/blues scene!
Ha! Your absolutely right, Smoky Bottoms calls it Bluesgrass. His uncle was the only black moonshiner here in Haywood county and he grew up with that bluegrass scene. But he loved the blues as he got into his early teens and then some of his band mates in his band, The Blazers, went and saw Jimi Hendrix in Charlotte NC and it was on from there. The current scene around here definitely has a grip on what is currently happening in the musical world. While keeping a foothold of some of it’s root music. Those companies you mentioned definitely have helped. I’ve seen some good music at Blackout Effectors shop. And Moog has a great store and following here. But the venues have helped out tremendously also. Hosting CD release parties, and local bands that have their own sound and not just another clone of some popular radio band. And I think that is a huge help in getting any sort of following for a band. But truth be told, you can find a pretty good selection of bands playing on any given night, and there’s no telling what you’ll stumble into on the way to a show. It’s awesome.

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… Eccoci quindi, partendo dalla precedente, alla domanda seguente. Asheville ha dato i natali alla storica Moog Music Inc., negli ultimi anni anche al conosciuto laboratorio boutique di effetti Blackout Effectors. Pensi che una realtà così attiva abbia avuto un impatto in qualche modo sulla vostra scena underground? Solo per fare qualche nome, dai tuoi dintorni provengono ottime band come U.S. Christmas, Enoch e Soft Opening, e nientemeno che gli Smashing Pumpkins nel 2007 si fermarono qui per una serie di concerti esclusivi presso l’Orange Peel. È senz’altro una scena molto fiorente, no? Abbiamo anche notato su Facebook una foto di un eroe blues locale, Smoky Bottoms, mentre suona la tua Mack V, e i commenti ci hanno fatto immaginare che tra le montagne ci sia un grande movimento a cavallo tra blues e bluegrass!
Haha, hai perfettamente ragione! Smoky Bottoms chiama il suo stile “Bluesgrass”. Suo zio era l’unico moonshiner (distillatore illegale di whiskey) di colore qui nella contea di Haywood e quindi si può dire che lui sia cresciuto in mezzo alla scena bluegrass. Ma ha amato il blues fin da ragazzo e alcuni dei componenti della sua band The Blazers anni fa parteciparono al concerto di Jimi Hendrix a Charlotte qui in North Carolina rimanendone molto colpiti, da qui il resto è storia. Attualmente la scena musicale di qui è molto, molto influente su ciò che sta accadendo nell’underground in giro per il mondo, nonostante mantenga un piede ben saldo nelle radici della nostra tradizione musicale. Senz’altro i due gruppi nominati (Moog e Blackout) hanno dato una grossa spinta. Mi capita di vedere alcuni brillanti showcase e concerti presso il negozio di Blackout Effectors; alla stessa maniera Moog ha un grande negozio e parecchio seguito qui. Ma anche i posti dove suonare hanno dato un input tremendo alla scena musicale: ospitano i release party degli album in uscita e band locali con un proprio sound, non cloni di band popolari o da radio. Ritengo che ciò sia fondamentale nel dare futuro e seguito alle band. Bisogna dire le cose come stanno, ogni sera c’è la possibilità di avere una vasta scelta di buone band e qui non sai mai cosa potrai incontrare perfino lungo la strada per andare a un concerto! È una figata!

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Do you appreciate any European artist or band in particular? And did anything Italian succeded in reaching your country?
Yes, I most definitely have some European bands I’ve been influenced by. Meshuggah, Judas Priest, Iron Maiden, Black Sabbath, Ufomammut from Italy is awesome. There have been some Italian bands that have made it through here for sure. I always get out and support the traveling acts as much as I can. I know it’s hard nowadays to break through with what seems to be an overwhelming amount of bands on the scene now.

Ti piace qualche artista europeo in particolare? Qualche nome italiano che sia riuscito ad avere successo dalle vostre parti?
Sì, ci sono senz’altro un po’ di band europee che mi hanno influenzato: Meshuggah, Judas Priest, Iron Maiden, Black Sabbath. Tra gli italiani, gli Ufomammut sono grandiosi. Ci sono band italiane che ce l’hanno fatta ad arrivare qui, certo. Esco e vado sempre a supportare le band che viaggiano e girano, entro le mie possibilità e per quanto riesca. So però che oggi può essere difficile fare il salto di qualità con la crescente saturazione della scena musicale.

If you could choose any player in the world to play one of your guitars or basses, who would you pick and why?
Do they have to be alive? Jimi Hendrix or Dimebag Darrell! Haha. I’m assuming you mean alive, so we’ll go that route. That’s a pretty tough question with the amount of amazing guitarists that are out there right now. So if I must single it out to one, it would have to be Adam Jones of Tool. Just because their sound has evolved so much over the years. I would love to hear what kind of music he would come up with playing it. Or Les Claypool on bass. There I picked two haha.

Se potessi scegliere un qualsiasi musicista nel mondo per fargli suonare una delle tue chitarre o uno dei tuoi bassi, chi sceglieresti e perché?
Dev’essere qualcuno ancora in vita? Se no ti dico Jimi Hendrix o Dimebag Darrell dei Pantera! Haha. Penso però si parli di artisti ancora viventi, quindi risponderò anche in questo caso. È una domanda particolarmente difficile considerando la grande quantità di fantastici musicisti che c’è là fuori. Se devo ridurre la scelta a uno solo, ti direi Adam Jones dei Tool, solo per l’evoluzione continua del loro sound nel corso degli anni. Vorrei tanto sentire che musica potrebbe scrivere suonando con uno dei miei strumenti. Per quanto riguarda il basso, invece, Les Claypool. Ecco, ne ho scelti due haha!

The nerd question: do you have a particular personal setup when you jam?
That depends on what I’m playing. I like tube amps for playing bluesy rock stuff. Mostly tube, but I like the solid state Marshall rig for more of a metal jam. Of course this is subjective. But I usually try to take whatever is available and see what I can get it to do. I have a few different guitars I like to play mainly. My Mack V is usually first, because it has a pretty versatile tone. I have the Deluxo for little brighter tone, and the Beast for a hardcore low tone. I’m in the process of building myself a hollowbody that I’m very excited about. It should be done in the next 6 months. I’ve been working on it in my spare time and in between builds. It will roughly resemble one of my favorite guitars of all time, the Jazzmaster.

La domanda da nerd: hai un tuo setup caratteristico quando ti capita di jammare?
Dipende da cosa sto suonando. Mi piacciono gli ampli a valvole per suonare rock blueseggiante. Nonostante prediliga i valvolari, mi piacciono molto i (vecchi) Marshall a transistor quando capita una jam più pesante in territori metal. Naturalmente si tratta di un qualcosa di soggettivo. Tendo a usare qualsiasi cosa ci sia a disposizione vedendo quali suoni posso tirarne fuori. Principalmente ci sono poche chitarre che uso sempre. La mia Mack V solitamente al primo posto, per via del tono particolarmente versatile. Uso la Mack Deluxo per suoni leggermente più brillanti e la Mack Beast per un suono hardcore e ribassato. Mi sto costruendo una semi-acustica per cui sono parecchio esaltato, dovrei finirla entro i prossimi 6 mesi. Ci sto lavorando nel mio tempo libero, tra la costruzione di una chitarra e l’altra. All’incirca richiamerà una delle mie chitarre preferite di sempre, la Fender Jazzmaster.

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13 – With the “lucky number” question, close the interview the way you want!
First of all, thanks for taking the time to do this interview. I really appreciate it. And for any aspiring Luthiers that are reading this, my advice to you is go for it. It’s an extremely trying trade. But in the end when you see somebody up on stage, playing something that you built. And the crowd is going wild, it’s all worth it. You feel like you’ve contributed to the whole experience and helped a musician find who they are. And the musicians out there, don’t ever quit making music. The world needs you. And before you throw down a bunch of money on a big name guitar, maybe check and see what the Local luthiers are building, You’ll probably end up with a one of a kind art piece that sounds amazing, and you’ll be able to shake the hand of the person who handcrafted your guitar.

“Numero 13”, numero (s)fortunato! Chiudi l’intervista come preferisci!
Prima di tutto, grazie per il tempo dedicatomi, ho apprezzato molto. E per qualsiasi aspirante liutaio che dovesse leggerci, il mio consiglio è di buttarvi a capofitto. È un mestiere in cui c’è da fare parecchia pratica. Ma alla fine, quando vedi qualcuno suonare con qualcosa che hai costruito tu, con la folla che si agita, ne è valsa la pena fino in fondo. Ti senti come se avessi contribuito a quello a cui stai assistendo, come se avessi aiutato un musicista a trovare sé stesso. Ed a tutti i musicisti là fuori, non smettete mai di suonare. Il mondo ha bisogno di voi. Prima di buttare soldi su una chitarra dal grosso nome, magari andate a dare un’occhiata a quello che fanno gli artigiani liutai delle vostre parti, probabilmente finirete con l’avere tra le mani un oggetto d’arte unico dal suono spettacolare, e potrete stringere la mano a chi ve l’ha costruito!

Interview by Giorgio Salmoiraghi

photos via Mack Guitars