SILVIA ARGIOLAS | ART

S.Argiolas - flower in his throat - on paper

“Il mio lavoro nasce da una trasformazione introspettiva di quello che capita nella mia esistenza. Parte dalle persone che mi vivono vicino, dagli spazi, dagli odori e dai fatti di cronaca con i quali vengo a contatto. Anche il cinema ha un ruolo importante. Amo gli autori che parlano del disagio giovanile, come Roberto Rossellini, Todd Solondz e Larry Clark. Il cinema ti aiuta a confrontarti con altri mondi, a provare empatia. Il mio lavoro non è mediato da bozzetti o disegni preparatori perché preferisco intervenire direttamente sulla carta o sulla tela, assecondando le sensazioni che provo in quel momento.

S.Argiolas - la cagna

Molti dei personaggi che affollano le mie tele, anche contemporaneamente, assomigliano vagamente alla mia persona, rubandomi l’identità. Questo mi permette di essere parte integrante della narrazione e il dipingere diventa per me una sorta di psicanalisi.

S.Argiolas - la festa tetta blu

Un altro particolare importante sono le tematiche, da una parte intime e personali ma anche sociologiche, con una valenza soggettiva. Mi pongo di continuo domande sui comportamenti umani, che però tratto con curiosità senza alcun giudizio, perché non voglio essere io a delineare i “buoni” e i ”cattivi”. Compito che al limite lascio allo spettatore. Anche i miei paesaggi sono molto interiorizzati, con colori sempre molto forti e acidi, ideali per definire luoghi dove avvengono catarsi, esorcismi e momenti rigeneratori. I titoli delle mie opere, infine, hanno un ruolo importante, aggiungendo degli aspetti che appaiono fondamentali per la visione stessa dell’opera, completandola.

S.Argiolas - studio

S.Argiolas - the sweet cure

S.Argiolas - trasformare il veleno in medicina

VIA SILVIA ARGIOLAS