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ROOMS with LEANDRO RUSSO

ROOMS with Leandro Russo - 3

HNSL: Come e quando ti sei avvicinato al mondo della pittura?

Leandro Russo: Mi sono avvicinato al mondo della pittura, in modo sistematico verso i 28 anni. Prima disegnavo e dipingevo solo per me.

Qual è stato il percorso fino al tuo stile attuale?

Da perfetto ignorante direi. Non ho mai frequentato ne scuole né accademie artistiche. Questo mi ha dato la possibilità di seguire il mio istinto e sviluppare tutto quello che avevo dentro in modo personale; ho sempre utilizzato l’acquerello per l’immediatezza della tecnica mentre trovavo l’olio estremamente difficoltoso. Successivamente ho ripreso l’olio come esercizio per superare delle barriere che io stesso mi costruivo.

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Spiegaci la nascita dei soggetti nei tuoi dipinti.

Nella maggior parte dei casi intervengo direttamente sul supporto adagiato su un piano orizzontale senza la preparazione di bozzetti o studi di qualsivoglia genere; mi lascio guidare dall’istinto. In pratica inondo i miei quadri di acqua e poi aggiungo colore, aspettando a volte che sia il liquido stesso a darmi qualche suggerimento. Questo richiede una prontezza fisica e gestuale: direziono continuamente la tela per controllare i movimenti dell’acqua che scivola e che a volte impone le sue dinamiche. Un altro modus operandi che sto seguendo adesso, anche se non in modo esclusivo, è l’utilizzo di tela non intelaiata, poggiata sempre su un piano orizzontale e bagnata.

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Durante la lavorazione tu trasporti il colore e il colore trasporta te, come arrivi a chiudere un opera?

Rischio di ripetermi, ma è l’istinto che mi dà i segnali di come proseguire e quando fermarmi; è chiaro che c’è dietro una visione cromatica e del soggetto d’insieme che deve rispondere anche ad una certa idea di quello che sento e che voglio esprimere. Qui entrano in gioco composizione, profondità, ritmi…

Se ascolti della musica mentre dipingi, di che genere?

La musica gioca un ruolo fondamentale…ascolto molta musica italiana da Gaber ai C.s.i / P.g.r., da Battiato a De Andrè a Morgan e i Bluvertigo, dagli Afterhours a Il teatro degli orrori; ma anche Carmen Consoli, Cristina Donà, Marta sui tubi e tutta la musica che è stata la colonna sonora della mia adolescenza (per citarne alcuni Pink Floyd, Led Zeppelin, Black Sabbath e via dicendo). Se voglio un po’ di leggerezza ascolto Madonna.

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Un colore.

Tutti.

Che rapporto hai con il tuo studio?

Praticamente è una stanza dell’appartamento dove abito, quindi ci vivo. Se comunque ho la necessità di lavorare sulle grandi dimensioni, come è già capitato, utilizzo anche le altre stanze.

Consigliaci un artista.

Annie Lapin, bravissima artista americana.

 

Interview: hnsl.
Photos: Lara Bordoni.

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Anime morte + Coppo di Marcovaldo

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DAL TESTO 

“Ma a te cosa ti servono?” chiese la vecchia sgranando gli occhi su di lui.

“Questi sono poi affari miei.”

“Ma sono dei morti, però.”

“E chi dice che sian vivi? È un danno per lei, che siano morti: lei per loro paga, e a desso io la libero dalle preoccupazioni e dei pagamenti. Capisce? E non solo la libero, io oltretutto le darò quindici rubli. Be’, adesso è chiaro?”

“A dire il vero, non lo so,” cominciò a dire la padrona di casa, titubante. “Perché io, di morti, non ne avevo ancora mai venduti.”

“Per forza. Sarebbe un caso alquanto straordinario se ne avesse venduti a qualcuno. O lei pensa che in essi ci sia in effetti qualcosa da cui trarne profitto?”

“No, non lo penso mica. Che in essi ci sia del profitto, del profitto non ce n’è. Mi disturba solo il fatto che siano già morti.”

ORIGINI

Le anime morte – Nikolaj Vasil’evič Gogol’ – 1842

Giudizio universale (inferno) – Coppo di Marcovaldo – 1265≈

DUE PAROLE

La vicenda intorno alla quale ruota l’intero romanzo pare sia, oltre che semplice e spaventevolmente immorale, veritiera. Un uomo (Čičikov nel romanzo) inizia ad acquistare anime di contadini defunti dai vari possidenti terrieri intorno alla città di N. Il suo scopo, inizialmente celato, è quello di sfruttare i lenti meccanismi burocratici del censimento per trasformare il lungo elenco di fantasmi in vivi, e di conseguenza in capitale. È l’isterica ricerca di un uomo completamente votato al raggiungimento di una condizione sociale elevata tramite le sue migliori qualità: astuzia, determinazione ed iniquità. Sfruttando questo esempio perfetto di menefreghismo sociale (si legga quasi “politico”), Gogol distrugge, dall’alto di un’ironia che lascerà il segno in tutta la generazione successiva di scrittori, i capisaldi della società russa. E con essa, quelli di ogni società fondamentalmente corrotta. “Anime morte” è un romanzo completo, capace rendere grottesco ogni suo personaggio, ogni suo lettore ponendolo di fronte al più crudele degli specchi: il paffuto Čičikov.

 

INFO UTILI

  • 250 pagine
  • Difficoltà di lettura: Media
  • Opere collegate: “Maestro e Margherita”, Bulgakov – “Oblomov”, Goncarov – “Disastri”, Charms.

via PaoloNova.Com

FRANCESCO ROMOLI | DARK CITY: POSSIBLE WORLDS

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The Dark City project is based on two series, “Possible Worlds” and “Reality show”, each achieved using very different techniques: an analogue technique, using a Polaroid, and a digital technique, using image manipulation. These techniques are often seen as being at odds with one other, with the one being viewed as more objective – a mirror of reality, and the other as being more ambiguous and ephemeral; however this work reveals them to be two sides of the same coin. Wooden models are made real through a heavy-handed manipulation and, at the same time, they are laid bare by a snapshot. I like to address the issue of reality, questioning our own senses, working on the boundary between the real and the unreal, that dream-like area where nothing is as it seems, where certainties vanish and definitions change their meaning. I believe that one of an artist’s tasks is to drive our convictions and beliefs to the extreme, to put them “under stress” and to see if they can withstand this collision. If they do, it means that they have sound foundations, but if they don’t, they probably need to be reviewed and redefined. In this work, “material” aspects relating to the physical construction of the city coexist alongside traditional studio photographic techniques and digital manipulation techniques. Consequently, both series show us a different point of view, but with a common denominator. Dark City is disturbing, just as disturbing as losing touch with reality, when differences emerge quickly, points of reference collapse in on themselves, and the certainty of doubt is all that remains.”

via www.russelaid.com
#francescoromoli
FB

CORNELIA POPA | TROPHIES

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“I am an artist based in Bucharest, Romania, I graduated Painting in 2008 at National University of Arts Bucharest. Since then I am working in both digital and traditional media. Now I am a Game Artist at King.com and continue painting for upcoming exhibitions.
These artworks are from a project entitled “Trophies”, and it shows my preoccupation for portraits, the series incorporates elements like horns, skulls, branches and wallpaper backgrounds for a reference with the general notion of the trophy and has a Lowbrow influence. I find a great source of motivation and inspiration following other contemporary artist and from the nature, mostly human figure.”

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Cornelia Popa on FB

STEFANO CERIOLI | ART

Stefano Cerioli, BlackHoleSun, 2014, acrilici su carta, 25x19cm

Stefano Cerioli (1966), graphic designer dalla nascita e artista per vocazione, vive e lavora a Milano.
Ha partecipato a diverse collettive nazionali, tra cui quelle alla Galleria PassepARTout Unconventional Gallery di Milano, alla Galleria Simultanea Spazi d’Arte di Firenze e alla Galleria Civica di Monza. Dal 2012 collabora con Comitato Padiglione Tibet partecipando a diverse mostre: Museo Diotti di Casalmaggiore (CR), Biblioteca Laudense di Lodi per approdare alla Biennale di Venezia del 2013 con “Padiglione Tibet” allo Spazio Porto nella Chiesa Santa Marta di Venezia. Ha partecipato alle mostre Statement 2013 e Postqards di Circoloquadro Milano.
I suoi lavori sono fortemente influenzati dalla street art. Passare dai tattoo alle grafiche per skateboard è un’esigenza irrinunciabile. Le sue opere evocano messaggi e accompagnano l’osservatore in un percorso visivo fatto di contraddizioni e contrapposizioni, di evocazioni e assenze descrittive. La ricerca e il tentativo di far convivere elementi, linguaggi e mezzi distanti e differenti tra loro è il concetto che sta alla base del suo lavoro.

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Stefano Cerioli, FuocoAmico, 2014, acrilici su tela, 100x80cm

Stefano Cerioli, InfinitoProssimo, 2014, acrilici su tela, 60x60cm

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Stefano Cerioli, LaFieraDelleVanita, 2014, acrilici su tela, 100x80cm

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Stefano Cerioli, Sfaccettature, 2014, acrilici su tela, 98x82cm

Stefano Cerioli, Testacalda, 2014, acrilici e collage su legno, 180x222cm

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Stefano Cerioli, VedereLeStelle, 2014, acrilici su tela, 60x60cm

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IL PISTRICE

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Pistrice: s. f. [dal lat. pistrix -ĭcis] Esemplare femminile in perenne movimento tra Italia e Francia, capelli corti, lunghe orecchie da coniglio, non mangia troppo, non beve troppo, parla troppo, ama il bello e adora i mostri marini. Disegna chimere di cartone usando lo pseudonimo del Pistrice, il nome del suo mostro marino preferito. Oltre all’illustrazione si dedica alla grafica e lavora in freelance a Parigi su progetti di comunicazione culturale. Alla fine del 2011 fonda l’associazione SQUAME, che attraverso pubblicazioni ed mostre promuove una selezione internazionale di giovani artisti.

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via il Pistrice.

Sogno di una notte di mezza estate + Hyeronimus Bosch

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DAL TESTO

Se noi ombre via abbiamo irritato,                  If we shadows have offended,

non prendetela a male, ma pensate                 Think but this, and all is mended—

di aver dormito, e che questa sia                      That you have but slumbered here

una visione della fantasia.                                    While these visions did appear.

Non prendetevela, miei cari signori,               And this weak and idle theme,

perché questa storia d’ogni logica è fuori:     No more yielding but a dream,

noi altro non v’offrimmo che un sogno;          Gentles, do not reprehend.

della vostra indulgenza abbiamo bisogno.    If you pardon, we will mend.

ORIGINI

Hyeronimus Bosch – The Garden of Earthly Delights (particular) – 1500≈

William Shakespeare – A Midsummer Night’s Dream – 1595

DUE PAROLE

Commedia ambientata in un lontano teatro dal sapore mediterraneo, “Sogno di una notte di mezza estate” intreccia tre storie differenti mischiando ogni tipo di fonte culturale a disposizione. Come un Omero tramutato in bardo, Shakespeare richiama al teatro miti e leggende onirici, collegando lo scenario dell’antica Grecia alla sua moderna Inghilterra, passando attraverso amazzoni, fate, elfi, eroi e miti. Una simbiosi culturale, difficilmente apprezzabile in italiano, da accompagnare al testo originale per far suonare la sua incredibile musicalità. Più volte indeciso sul pronunciarmi o meno su questa lettura, ho avuto l’imbeccata dallo stesso autore che, sebbene non conosca la mia scarsa conoscenza in materie di commedie, premia così il coraggio degli intraprendenti: “Non farebbe meraviglia, signore: può ben parlare un leone in mezzo a tanti somari”.

via Paolo Nova