BLU PESCA | Sirio Bertani

Disegno

Domenica 30 maggio 2015 alle ore 19 inaugura presso il Teatro Comunale San Teodoro di Cantù la prima mostra personale di Sirio Bertani dal titolo Blu Pesca, a cura di Elisa Fusi. Con un allestimento site-specific, l’artista espone dei lavori inediti creati per l’occasione, tra cui dieci incisioni, un’installazione di disegni e serigrafie e un’opera di grandi dimensioni situata sul palco del Teatro.
Con una pittura gestuale ed espressionista, Bertani ricerca l’antiestetico stravolgendo le forme e le fisionomie, marcando i contorni e infiammando i colori. Sono opere concettuali più che narrative, che nascono direttamente dall’inconscio, da una visione interiore trasognata e lontana dal reale.
Le figure perdono la loro identità e si svuotano dell’anatomia per fondersi col paesaggio. Lo scenario di sfondo, che nelle linee corrisponde a quello delle incisioni, risulta un mare metafisico senza connotazioni, uno spazio mentale di approdo e rifugio. Le incisioni, rispetto alle grandi mappe pittoriche, ricercano un’essenzialità minimalista: in pochi centimetri si concentrano dei paesaggi tracciati da linee scarne e asciutte, prodotte da una visione sintetica ed evocativa.
A queste opere si aggiungono i disegni, nei quali risulta maggiormente evidente il tratto grezzo e violento dell’artista, che risente dei modi della street art. Su questi fogli si distinguono, tra i grovigli della matita, le incarnazioni di un immaginario sotterraneo e oscuro, popolato da anatomie zoomorfe, personaggi mutili e demoni. Di sicuro impatto emotivo.”

Biografia

Sirio Bertani nasce ad Asola (MN) nel 1988. Vive e lavora a Seveso. Esegue i primi disegni su muro nei pressi della cucina di casa Bertani per poi approfondire la propria passione per l’arte al liceo artistico Modigliani di Giussano. Frequenta attualmente il biennio specialistico di pittura all’Accademia di Brera. Fa parte da diversi anni di un collettivo artistico che ha esposto in numerose mostre nazionali internazionali. Questa occasione rappresenta la sua prima mostra personale come Sirio Bertani.

Sirio Bertani // Blu Pesca
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione: domenica 10 maggio 2015 ore 19
In mostra: fino al 31 maggio 2015
Teatro San Teodoro di Cantù (Co), via Corbetta 7
Orari: la mostra è visitabile negli orari di apertura della biglietteria, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della Domenica.
Ingresso libero.
Per maggiori informazioni: mostre@teatrosanteodoro.it;

347 8086566.

”Attraversare il Déjà vu” | Massimo Desiato e Luciano Lupoletti

Omaggio a De Chirico Sala degli Alambicchi Ex Aurum

locandina attraversare il dejavu

“L’arte da sempre ”è Trans”.
Per l’arte contemporanea, attraversare il terreno della ricerca è il pane quotidiano, cosi facendo approda in lidi ove si pone l’interrogativo del limite o confine del libero arbitrio. Oggi ”Lupo & Teschio” alias Luciano Lupoletti e Massimo Desiato cercano di trovare una risposta a tale quesito e lo fanno entrando nei labirinti metafisici del ”Pictor Optimus” Giorgio De Chirico. Come novelli Teseo dipanano nel labirinto di Minosse un filo rosso misterioso dove le opere dechirichiane del primo periodo metafisico rinascono come per incanto sotto un ordine nuovo, frutto della creatività e della sperimentazione, dando cosi una nuova linfa vitale. Intersecando fili nel regno della geometria approdano ad un déjà vu dall’effetto alone, nel continuo divenire di una espressione di pensiero e di stupore, per una metafisica recuperata e rimanipolata, onde creare stimoli all’osservatore e restituire attimi fuggenti presi dai labirinti della psiche.”

Luciano lupoletti 15 marzo 2015

Con la gentile presenza e supporto di Ilaria Conio

Mostra visitabile fino al 17 maggio dal martedì al sabato: 9:30-13:30 / 15:30-19:30, domenica: 15:30-19:30

Ex Aurum Largo Gardone Riviera – Pescara

Potrete richiedere informazioni tramite mail:

aurumlafabbricadelleidee@gmail.com (Segreteria)

massimodesiato@yahoo.com

o contattare i seguenti numeri di telefono:

085 4549508 – fax: 085 4512783

392 1928707 (Personale)

Come raggiungere la struttura

Mezzi pubblici
– dalla Staz. Centrale: Linea Urbana n.21

QUESTIONE DI TEMPO | Luigi Loquarto aka GIG

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“QUESTIONE DI TEMPO” – Luigi Loquarto aka GIG solo-show

Monza, 9 Maggio – 30 Maggio 2015
A cura di Grauen studio (Alessandro Fossati, Andrea Ucchino)
Vernissage 9 Maggio ore 19:00
Grauen studio – Via Tofane 1 (alzaia naviglio Villoresi), Monza

“Grauen studio è lieto di presentare l’artista Luigi Loquarto, in arte “Gig”, terzo artista a prendere parte al Progetto Recover Monza, progetto di diffusione culturale e di riqualificazione visiva urbana promosso dall’associazione Restart e dal comune di Monza.
Luigi Loquarto – aka gig – è un artista italiano, originario di Trani.
La sua produzione spazia dai wall paintings, ai disegni su carta, alla pittura su tela, svelando una geometria organica che conferisce nuove forme agli elementi naturali tramite composizioni in grado di raccontare e rispecchiare un trascorso nascosto in ognuno di noi.
Ogni segno, tracciato e rappresentato, accomuna la sua tecnica alla storia dei soggetti che rappresenta.
Essi diventano simboli di esperienze apprese, poiché modellati e caratterizzati tanto dalla mano dell’artista quanto dal fattore “Tempo” che agisce nella sua produzione come una costante di un’equazione algebrica.
Le sue opere sono frutto dall’assimilazione di un concetto del tempo ben delineato; ammirando la mutazioni che tale fattore determina in tutti quegli elementi che sono tipici del suo territorio, definisce così, nei sui disegni, dei soggetti concreti portando con sé anche il sapore della propria terra nativa. Continua a leggere

Andrea Fiorino | Lost Paradise @ Circoloquadro

A.Fiorino-Lost Paradise

Venerdì 22 maggio Circoloquadro inaugura la prima personale milanese di Andrea Fiorino, Lost paradise, curata da Elisa Fusi. In mostra l’ultimo progetto dell’artista in un allestimento inedito e site specific.

Friday, May 22nd Circoloquadro presents Andrea Fiorino’s first personal exhibition in the city of Milan, titled Lost Paradise and curated by Elisa Fusi. For the occasion, the artist will exhibit his latest project through an innovative and site-specific display.

EVENTO UFFICIALE

Guy de Maupassant – Bel-Ami

leon-delafosse

DAL TESTO

Il fatto è, mio caro amico, che un uomo innamorato, be’, io lo cancello dal novero dei vivi. Diventa cretino, ma anche pericoloso. Per cui smetto istantaneamente qualsiasi rapporto di familiarità con chiunque mi ami o pretenda di amarmi d’amore, innanzi tutto perché mi annoiano, e poi perché ne diffido come di tanti cani idrofobi che potrebbero entrare in crisi da un momento all’altro. Li metto quindi in quarantena morale fino alla guarigione completa. Non lo dimentichi. So bene che per lei l’amore è una specie di appetito, mentre per me sarebbe invece una specie di… di… comunione delle anime, cosa che non rientra nella religione degli uomini! Lei, ne comprende la lettera, io, lo spirito.

DUE PAROLE

Scopro, dalla piccola nota in calce, che fu Turgenev a far scoprire Mauspassant al grande Tolstoj. Quest’ultimo dice una cosa molto interessante in riferimento alle tre fondamentali caratteristiche che un bravo scrittore dovrebbe avere: Il rapporto morale con l’opera; il talento, e la sincerità di ciò che descrive. Senza ripetere la sua stessa analisi, concordo nel riconoscere a Maupassant un talento innato, una facilità di prosa incredibile e affascinante, fresca, ariosa. La stessa, però, è a mio avviso leggermente artefatta e visibilmente tornita. Pur riconoscendo il talento dunque, mi è parso di trovare in Maupassant un lato artigianale, di un narratore più dotato di mestiere che di genio. Il protagonista del suo romanzo, Georges Duroy, è l’arrampicatore sociale per antonomasia. Partito dalla miseria, sfruttando li buon viso d’un vecchio compagno d’armi (al quale poi soffierà la moglie), il giovano squattrinato entra nell’alta società parigina attraverso il giornalismo. Mira in alto. La sua ascesa si basa su due caratteristiche. Quello della mignatta, ossia la sanguisuga, che si unisce all’entità più sane e dotate fino a succhiar loro l’ultima goccia di sangue, ed infine, a sostituirvisi. E la menzogna, forse anche ingenua menzogna, fornita da un cieco arrivismo. Privo d’ogni scrupolo. Maupassant fa così confessare il suo personaggio “Sarei un bel cretino a farmi cattivo sangue. Ciascuno per sé. La vittoria è degli audaci. E tutto è solo egoismo. Ma l’egoismo per l’ambizione e il successo vale certo più di quello per le donne e per l’amore”. Duroy, in realtà, non è che un’icona. Mai sembra accorgersi e prendere coscienza di quello che gli accade. Nelle poche volte che il giovane si rende conto dei progressi fatti, il procedimento avviene, passivamente, sempre di fronte ad uno specchio. Come se, senza aiuto esterno, egli fosse totalmente privo di dimensione di se stesso. La sua caratterizzazione infatti non è altro che un simbolismo. Come in una scena critica del romanzo, Duroy viene paragonato, per somiglianza visiva, al Gesù che cammina sulle acque raffigurato in un costosissimo quadro dell’epoca. Egli ne rappresenta un sottile parallelismo, ne richiama la finissima irrealtà. Blasfemia? Affatto. Il mito di Cristo, la sua misericordia, hanno gli stessi tratti dello spietato giovane che, effettivamente, incarna valori totalmente antitetici. Questo è il punto più profondo dell’opera e il grande messaggio di questo romanzo. La spietatezza, l’avarizia, l’arroganza, hanno la stessa intoccabile eternità della sofferenza e della misericordia. Sono insiti nella natura umana. Meteore pronte a ripresentarsi in ogni tempo ed in ogni società.

SINOSSI SCARNA (Sconsigliata per chi non avesse letto il romanzo)

  • Georges Duroy, squattrinato operaio delle ferrovie parigine, incontra Forestier, un suo vecchio commilitone ora diventato giornalista che lo introduce in redazione.
  • Dopo essersi licenziato dal vecchio lavoro, aiutato dalla moglie di Forestier, scrive il suo primo articolo per il giornale
  • Inizia una relazione adulterina con la signora Clotilde de Marelle, amica di famiglia
  • Non sazio, Duroy si dichiara alla signora Forestier, moglie del suo amico, che lo rifiuta e gli suggerisce di corteggiare la moglie del loro capo redazione, la signora Walter
  • Pubblicamente offeso, Duroy regola a duello, uscendone illeso. Litiga e riallaccia con l’amante de Marelle.
  • Gravemente malato, muore il suo amico Forestier. Ancor prima del funerale, si dichiara nuovamente alla vedova Forestier, Madeleine, che dopo alcuni mesi di indecisione, accetta l’offerta e lo sposa. Cambia nome nel finto e più nobiliare cognome di “Du Roy”
  • Duroy prende in tutto e per tutto il posto di Forestier. Seduce la signora Walter, la più casta del gruppo. Tutti cominciano a schernirlo per la somiglianza con il defunto marito della moglie.
  • Il vecchio Vaudrec, amico intimo di Madeleine, che lascia una cospicua eredità alla coppia. Duroy insiste per farsene riconoscere metà del totale e l’ottiene.
  • Stufato velocemente della relazione con la Walter trova espedienti per chiudere la storia. Intanto sviluppa interesse per la figlia dei Walter, Suzanne, alla quale si dichiara. Nel mentre i Walter, in seguito a grossi cambiamenti politici nel paese, diventano incredibilmente ricchi.
  • Fiutando che Madeleine lo tradisse, organizza un’imboscata covata per mesi. Trova in flagrante la moglie e il ministro degli esteri e li denuncia. In un colpo solo ottiene le dimissioni dell’odiato ministro e il divorzio dalla moglie.
  • Consapevole della contrarietà dei Walter (specie della sua ex amante) alla sua relazione con Suzanne, Duroy rapisce la giovane. Per non creare scandalo e gettare disonore sulla figlia, il sig. Walter accetta di dare Suzanne in sposa a Duroy, pur consapevole della sua scaltrezza.
  • Duroy e Suzanne si sposano in pompa magna benedetti dal Vescovo.

ORIGINI

Guy de Maupassant – Bel-Ami – 1885 (Osca Mondadori, ISBN 9788804480563)

John Singer Sargent – Léon Delafosse

INFO UTILI

330 pagine , 6 ore e mezza di lettura circa

Opere affini : il rosso e il nero, Stendahl

 
via Paolo Nova.

Beppe Fenoglio – La favola delle due galline

La favola delle due galline - Fenoglio

DAL TESTO

Quella stessa notte, quello stesso lupo a cui Chica era sfuggita con tanta abilità e fortuna, era ritornato sui suoi passi e aveva scoperto la casetta del fico selvatico. Con una zampata la staccò dal tronco e la rotolò in mezzo alla radura. Con gli artigli e coi denti la schiodò, la sfondò, mente Tuja di dentro urlava e invocava la sorellina Chica. Un’ultima scardinata e Tuja fu fuori, alla mercé del lupo. Il quale fece “Oh!” e la divorò.

DUE PAROLE

Micro libretto con due fiabe per bambini. La prima, introdotta dalla figlia Margherita, parla di due sorelle galline molto umane. Tuja e Chica. Quest’ultima, cacciata da Tuja, scappa alle fauci di un lupo che, tristemente, sarà poi il carnefice della gallina sicura e arrogante. Una diluita morale cristiana, una legge del taglione morale, propria per l’istruzione dei bambini.

La seconda fiaba. Un bimbo, Paolo, sorrido, dedito a rubare spicci ai genitori.

Un bel regalo per la piccola Margherita da parte del grande scrittore di Alba.

ORIGINI

La favola delle due galline – Beppe Fenoglio – (einaudi tascabili – Isbn: 9788806193287)

Illustrazione presente nel romanzo di Alessandro Sanna

INFO UTILI

30 minuti di lettura circa, 50 pag

via Paolo Nova.

dm-buio

Studio del buio by Dario Maglionico

Dario MaglionicoStudio del buio.

Studio del buio, scala, olio su tela, 84 x 56 cm, 2015
Studio del buio, scala, olio su tela, 84 x 56 cm, 2015

Studio del buio, a tavola, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2014
Studio del buio, a tavola, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2014

Studio del buio, da buttare, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2015
Studio del buio, da buttare, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2015

Studio del buio, piatto, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2015
Studio del buio, piatto, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2015

Studio del buio, steso, oil on canvas, 84 x 56 cm, 2014
Studio del buio, steso, oil on canvas, 84 x 56 cm, 2014

Studio del buio, prima di cadere, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2014
Studio del buio, prima di cadere, oil on canvas, 40 x 30 cm, 2014 (1)

LoicSalmon - Dalek

Dälek | live @ El Pueblo | 15 Maggio

Dalek

Venerdì 15 Maggio 2015
dalle h. 22:00
“FINALMENTE A MILANO!!!”
” Dälek “

Qui due dei nostri pezzi preferiti:

opening live VOLTUS
after show resident LIBONI

INGRESSO CON TESSERA ARCI
+ sottoscrizione all’ingresso (8 €)

COME ARRIVARE:

METROPOLITANA:
scendere alla fermata Molino Dorino della linea MM1, attraversare la S.S. del Sempione all’altezza del distributore ENI, imboccare Via Piave (strada che fiancheggia il distributore ENI) e procedere dritto per circa 500mt fino al civico 37.

IN MACCHINA DA MILANO:
procedere lungo la S.S. del Sempione in direzione Pero fino a trovarsi sulla dx il distributore ENI, poi svoltare alla prima via a dx subito dopo il distributore (Via Piave) e proseguire dritto per circa 500mt fino a trovare sulla sinistra il civico 37.

IN MACCHINA DA PERO – PAESI DEL SEMPIONE:
procedere lungo la S.S. del Sempione in direzione Milano fino alla fine di Pero, alla rotonda che precede la fermata di Molino Dorino (sulla dx) e il distributore ENI (sulla sx) svoltare a sx imboccando via Piave e procedere dritto fino al civico 37.

Circolo Arci El Pueblo
Via Piave, 37
20016 Pero (MI)
EL PUEBLO
www.circoloelpueblo.com

cover photo by Loïc Salmon via Dälek fb.

D. H. Lawrence – L’amante di Lady Chatterley

oscar ghiglia ritratto di gioconda papini

DAL TESTO

E le sembrò di essere come il mare, nient’altro che onde buie che si sollevavano e s’agitavano, s’agitavano fino a gonfiarsi, finché tutta l’oscurità che era in lei entrò in movimento, e si sentì come l’oceano che faceva ondeggiare la sua massa buia e muta. E in fondo, dentro di lei, gli abissi si dividevano e rotolavano via separatamente in lunghe ondate che fuggivano lontano, e sempre, nella parte più viva di lei, gli abissi si dividevano e rotolavano via, dal centro di quel dolce sprofondare, e mentre chi la faceva sprofondare andava sempre più giù, più in basso, lei si dischiudeva sempre di più, sempre di più, e più alti erano i cavalloni che rotolavano via verso qualche spiaggia lontana, scoprendola, e più intimamente la penetrava il palpabile ignoto, sempre più distanti da lei rotolavano le onde del suo sé, abbandonandola, finché all’improvviso, in una dolce rabbrividente convulsione, il vivo del suo plasma fu toccato, si sentì toccata, erano al culmine, e si dissolse. Si era dissolto, non era più, ed era nata: una donna.

DUE PAROLE

Indubbiamente il romanzo “rosa” più bello e profondo che abbia letto. All’apparente superficialità dei sentimenti di ribellione e passione viscerale, con l’intrigo classico di una delle più scontate e conosciute storie d’amore – il tradimento – si intesse una prosa elegantissima capace di elevare il testo ad un punto di puro piacere narrativo. A differenza della maggior parte delle grandi storie di infedeltà (paragoniamo, tra gli esempi eclatanti, la Karenina o la Bovary), “l’amante di Lady Chatterley” sposta il fulcro d’analisi emotiva (la lente con cui leggere il codice) dal sentimento alla pornografia, scrutando la complessità dei sentimenti e dello stesso animo umano ad un livello sottostante, ugualmente profondo ed efficace. Quando dico “romanzo rosa” mi riferisco dunque a questa finta superficialità d’impatto, più volte ribadita dal guardiacaccia Mellors durante i riposi post-orgasmici. Il motivo, a mio avviso, è il volontario ritorno alle quelle origini cui tutta la società del primo novecento, sommersa dalle grottesche ideologie politiche, e avviata alla devastante alienazione dell’umanità dettata dall’industrializzazione, stava andando incontro. In un passaggio fondamentale, Lawrence esplicita questo concetto tramite il guardiacaccia Mellors, virile e fragile simbolo del verace-vecchio uomo sconfitto. “Non hanno più spina dorsale. Le macchine, il cinema e gli aeroplani gli stanno succhiando via quel poco che gli rimane. Credimi, ogni generazione ne crea una più smidollata, con gomma al posto dell’intestino e gambine e visini di tolla. Gente di tolla. È una specie di bolscevismo continuo che uccide l’umanità e ti fa adorare le macchine. Denaro, denaro, denaro! Tutto il mondo attuale gode solo nell’uccidere i sentimenti dell’uomo e fare polpette di Adamo ed Eva. Sono tutti uguali. Il mondo è tutto uguale: uccide la realtà umana, una sterlina per ogni prepuzio. Due sterline per ogni paio di coglioni. Che cos’è la figa se non una macchina per chiavare! È tutto uguale. Si paga per tagliare via il cazzo al mondo. Paghiamo, paghiamo perché succhino via il midollo spinale all’umanità e non rimangano che macchine che girano a vuoto.”
Non è un caso che Clifford, il signor Chatterley appunto, sia un arricchito paralitico guadagna, direi meglio si alimenta, di due fonti principali: lo sfruttamento dei minatori delle midlands e la letteratura. Egli può deambulare soltanto grazie ad una sedia a rotelle meccanica a motore (avanguardistica per i tempi) e, ovviamente, è biodo, pallido ed impotente. È così che Connie, ingenua schiava dell’umanità, sceglie di spezzare le sue catene con lo stereotipo opposto. Non tanto l’uomo che per caratteristiche risulta la perfetta antitesi del marito, quanto l’uomo capace di evirarsi quel corrosivo cancro delle nuove generazioni, la perdita di istinto primordiale, che così chiosa: “Io sono per la consapevolezza della fisicità tra gli esseri umani e per il contatto della tenerezza. E lei è la mia compagna. Ed è una lotta contro il denaro, le macchine e gli ideali insensibili e bestiali del mondo. E lei mi aiuterà nella lotta. Grazie a Dio ho una donna.”

SINOSSI SCARNA (sconsigliata se non si è letto il romanzo)

Connie (Lady Chatterley), vive con il marito Clifford, ricco e infermo.
Connie inizia una breve relazione fedifraga con Michaelis, amico di Clifford e scrittore teatrale.
Clifford preme per avere un figlio da Connie, anche se impossibilitato.
Connie conosce il guardiacaccia della tenuta Chatterley: il signor Mellors.
La signora Bolton viene assunta per aiutare Connie nella cura del marito paralitico.
Mellors e Connie scopano per la prima volta.
La signora Bolton scopre la loro relazione.
Hilda, sorella di Connie, prepara un viaggio a Venezia con lei. Fa anche la conoscenza di Mellors.
Mentre Hilda e Connie sono a Venezia. La moglie abbandonata di Mellors, Bertha, torna pretendendo di rimettersi con lui.
Scoppia confusione nella tenuta. Mellors viene additato di tradimento e viene licenziato.
Connie, in dolce attesa di Mellors, torna da Venezia e comunica a Clifford di volerlo abbandonare.
Clifford inizia una relazione platonica con signora Bolton.
Clifford e Connie si spiegano. Lei dice di essere incinta e che aspetta un bimbo da Mellors, fugge in Scozia.
Mellors scrive una lettera a Connie in attesa dei futuri sviluppi.

ORIGINI 

Oscar Ghiglia – Ritratto di Gioconda Papini
David Herbert Lawrence – L’amante di Lady Chatterley (grandi tascabili Newton – isbn: 9788854119208)

INFO UTILI

303 pagine, 7 ore e mezza di lettura, circa.
Opere affini: Madame Bovary, Flaubert – Anna Karenina, Tolstoj

via Paolo Nova.