Carlo Rovelli – Sette brevi lezioni di fisica

 


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DAL TESTO

Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco di incastri di spazio e di particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persone che prova ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?

DUE PAROLE

Un’ottantina di pagine di pura meraviglia. Rovelli spiega, con estrema semplicità, le leggi della fisica che governano l’universo attraverso un viaggio di sette stazioni, dalle galassie ai quanti, ostacolato (ma anche sospinto) dalla nostra fame di sapienza. Un pensiero altissimo, che porta il lettore ad una visione caleidoscopica del tutto, del microscopico e del macroscopico, verso la completa consapevolezza della nostra fragilità. La fermata più delicata del viaggio è proprio la riflessione sull’uomo e sull’umanità. Sul nostro passaggio. Un libro stupendo che mostra quanto la filosofia sia in perfetta simbiosi con la scienza e quanto, sempre di più, la nostra vera ambizione sia quella di porci domande per l’eternità.

INFO UTILI 

pag 84, 1 ora e mezza di lettura circa

ORIGINI

Carlo Rovelli – Sette brevi lezioni di fisica – 2014 – Adelphi (isbn: 9788845929250)
Vassily Kandinskji – Circles in circle – 1923

via Paolo Nova.

MALVINA BERTI | Padre Mio

Il nero domina incontrastato nelle opere della serie “Padre mio”, le forme escono dal buio come fantasmi evanescenti. Radiografie, analisi dell’interno che porta i segni che la vita ha scavato nella persona, ora tele con parti cucite con cura.
Cucire è un atto di pazienza, un atto che richiede tempo e attenzione, cucire è prendersi cura, ricucire le ferite. Ferite simboliche, ma anche ferite reali, operazioni chirurgiche. Durante le operazioni si perde sangue, rosso, vivo, ed è questo il colore delle cuciture che spiccano sul nero materico. Un dente viene completamente tratteggiato con cuciture rosse, come per segnalarne la mancanza, la mancanza che lascia il vuoto, l’estrazione che apre la ferita.
Il sangue che scorre in noi è in circolo continuo, è il simbolo della vita.
Le strade principali vengono chiamate arterie, lì si spostano gli esseri umani, come il sangue che circola nel loro corpo: parallelismi.

testo critico di Eugenia mauri.

M-Berti - Padre Mio - 2

M-Berti - Padre Mio

“Denti” – 2015 – 60×100 – stampa digitale intelaiata con intervento anatomico cucito a mano.

M-Berti - Padre Mio - 3M-Berti - Padre Mio - 4“Cuore” – 2015 – 78×100 – stampa digitale intelaiata con intervento anatomico cucito a mano.

M-Berti - Padre Mio - 5

M-Berti - Padre Mio - 6

 

 

 

 

 

 

“Polmone” – 2015 – 90×60 – stampa digitale intelaiata con intervento anatomico cucito a mano.

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M-Berti - Padre Mio - 8

 

 

 

 

 

 

 

“Stomaco” – 2015 – 90×60 – stampa digitale intelaiata con intervento anatomico cucito a mano.

vedi articolo precedente.

STEFANO CESCON | ART

Trasfigurazione oil on canvas 80×80 2013
Stefano Cescon - Trasfigurazione -oiloncanvas80x80-2013

testo

Segnali di fumo oil on canvas 176×150 2015
Stefano Cescon - Segnali di fumo -oiloncanvas176x150-2015

Persistence oil on canvas 25×38 2013
Stefano Cescon - Persistence -oiloncanvas25x38-2013

No Title oil on canvas 97×80 2014
Stefano Cescon - No Title -oiloncanvas97x80-2014

No Title oil on canvas 84×74 2013
Stefano Cescon - No Title -oiloncanvas84x74-2013

Magnolia oil on canvas 137×100 2014
Stefano Cescon - Magnolia -oiloncanvas137x100-2014

Germinazione oil on canvas 172×180 2015
Stefano Cescon - Germinazione -oiloncanvas172x180-2015

Face in space oil on canvas 65×75 2013
Stefano Cescon - Face in space -oiloncanvas65x75-2013

Annunciazione oil on canvas 130×107 2014
Stefano Cescon - Annunciazione -oiloncanvas130x107-2014

After Deposition oil on canvas 150×130 2014
Stefano Cescon - After Deposition -oiloncanvas150x130-2014

STEFANO CESCON

Francesca Di Vaio | Photography

Francesca di Vaio - 4

About

“Sono sempre stata attratta dalla fotografia, sin da quando mio padre mi mostrava le diapositive dei suoi viaggi su un muro bianco, riconoscendo in quegli scatti una sorta di magia.
Amo ritrarre i volti delle persone, creare storie e descrivere sogni. Scatto foto a me stessa nei momenti in cui ne sento più il bisogno, come se la fotografia fosse una sorta di cura per un determinato stato d’animo.
Suono da quando avevo 4 anni e la musica ormai fa quasi totalmente parte della mia vita; studio Lettere moderne all’Università Statale di Milano.”

Francesca di Vaio - 1

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F.DiVaio - 4Francesca di Vaio - 2

© All rights reserved Francesca Di Vaio

Francesca Di Vaio Photography

Antonio Tabucchi – Sostiene Pereira

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DAL TESTO

Ebbene, disse Pereira, è una sensazione strana, che sta alla periferia della mia personalità, e è per questo che io la chiamo limitrofa, il fatto è che da una parte io sono contento di aver vissuto la vita che ho fatto, sono contento di aver fatto i miei studi a Coimbra, di aver sposato una donna malata che ha passato la sua vita nei sanatori, di aver tenuto la cronaca nera per tanti anni in un grande giornale e ora di aver accettato di dirigere la pagina culturale di questo modesto giornale del pomeriggio, però, nello stesso tempo, è come se avessi voglia di pentirmi della mia vita, non so se mi spiego.

DUE PAROLE

Il dottor Pereira è un abitudinario incatenato mentalmente al suo passato, alle sue origini e alle sue ferme credenze. Mangia omelette, beve solo limonata zuccherata, legge scrittori francesi dell’ottocento e si professa cristiano. Non prende mai opinioni partigiane. Si potrebbe associare tranquillamente all’immagine del paese che rappresenta. Un Portogallo vecchio e ben educato, che fatica a scrollarsi di dosso il peso di Salazar. Un portogallo che vuole guardare al futuro, che vorrebbe ribellarsi, ma che fatica schiacciato dal peso della tradizione e della cultura moderata. Pereira infatti non solo richiama costantemente il passato parlando al quadro della moglie defunta, ma sembra persino viverci ancora, nel passato, rappresentandolo e sostenendolo. Pereira è la buona morte, la pacifica borghesia, la seria morale che, seppur candida e innocente, dovrà prima o poi affrontare il peso sociale della ribellione. La personalissima rivoluzione del dottor Pereira nasce dall’incontro di un giovane che il giornalista prenderà molto a cuore, trattandolo infine come il figlio che non ha mai avuto. Assuntolo come coadiuvo alla sua pagina culturale del “Lisboa” per preparare tempestivi coccodrilli di grandi scrittori, Pereira trarrà il giovamento necessario alla propria illuminazione. Ironico e simbolico evento, sarà lo stesso Pereira a scrivere il necrologio del giovane Monterio, denunciando l’omicidio del ragazzo sulle pagine fasciste e conservatrici del giornale. Come a voler rimarcare che l’efficacia di qualsiasi ribellione deve saper giungere al vero cuore di una società, ovvero la sua coscienza più borghese, autorevole, pacifica e indecisa. Così che anche il passato possa finalmente ritrovarsi futuro e la morte, di conseguenza, nuova vita.

SINOSSI SCARNA

  • Pereira fa la conoscenza di Monteiro Rossi, giovanotto fresco di studi filosofici, tramite un breve articolo sulla morte pubblicato presso un giornale locale.
  • Monteiro Rossi viene assunto come aiutante per la redazione culturale del Lisboa, scrive un paio di coccodrilli anticipati. Pereira non è soddisfatto di come scrive ma si prende a cuore il ragazzo.Monteiro Rossi chiede a Pereira di proteggere e nascondere il cugino rivoluzionario. Pereira, in difficoltà, consiglia una pensione anonima.
  • Su suggerimento del medico, Pereira, cardiopatico, passa una settimana di riposo in una clinica talassoterapica fuori città. Conosce il dottor Cardoso, cui diventerà amico e confidente.
  • Di ritorno dalla clinica, dopo parecchi giorni di assenza, Pereira si ritrova nuovamente in casa Monteiro Rossi, probabilmente fuggito dopo qualche atto sovversivo.
  • Un trio di tangheri armati irrompe in casa di Pereira fiutando il tentativo di nascondere il giovane rivoluzionario. I paramilitari fascisti, esagerando, uccidono il giovane in casa di Pereira.
  • Pereira torna al giornalismo di denuncia. Con un trucco fa pubblicare la notizia dell’assassinio del giovane sul suo giornale evitando la censura e scappa.

INFO UTILI

210 pag. 3 ore e mezza di lettura circa.

ORIGINI

Charles Pollock – self portrait

Antonio Tabucchi – Sostiene Pereira – 1992

via Paolo Nova.

Frank Wedekind – Mine-Haha ovvero Dell’educazione fisica delle fanciulle

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DAL TESTO

Vorrei richiamare alla memoria dei contemporanei i brividi di paura che noi tutte una volta abbiamo sentito per il divertimento di un’umanità rozza, sconsiderata, ebbra di voluttà, anche se le sorti violente e impreviste della vita ci fanno ben presto ripensare a quelle paure solo con un ironico sorriso. Forse la società umana non ha torto quando con l’educazione che ci dà impedisce che siano messe praticamente in opera tutte le nostre energie per poi, con una frenetica festa popolare, trasformarci in pochi giorni in creature del tutto diverse; forse commetto un delitto quando oso dire una parola a favore dei sentimenti più delicati che sono per natura innati in tutte noi. Ma quanto più vecchia e quieta divento, tanto meno posso impedirmi di credere che il mondo potrebbe in effetti essere ordinato in modo meno brutale di quanto in realtà non sia. Non voglio far qui delle proposte di miglioramento; ben difficilmente quel po’ di intelligenza che ho potrebbe bastare, e a che servirebbe? Il mondo, di generazione in generazione, proseguirebbe lo stesso nel suo cammino immutabile, e io verrei soltanto fatta segno dell’oltraggioso sarcasmo di tutti quelli che in vita loro non riflettono mai un istante su quello che essi stessi hanno vissuto. Alla fin fine non sarei sicura che, per risparmiarsi una qualsiasi risposta sensata, vecchia come sono non mi dichiarerebbero pazza e mi chiuderebbero in un manicomio. I miei giudici non mancherebbero di trovare appiglio per far questo già solo nel fatto che negli ultimi anni della maturità il mio destino si è configurato in modo così completamente diverso da quello di tutte le altre donne allevate e cresciute con me. Forse mi riuscirà anche difficile, quando sarò arrivata a descrivere quell’epoca della mia vita, convincere il lettore che nell’ordinamento della nostra società, sotto il dominio delle nostre rigide leggi sociali, i conflitti nei quali mi sono dibattuta potessero per una donna anche soltanto presentarsi. Frattanto, forse proprio attraverso queste situazioni incredibili, sono giunta alla superiore visione del mondo che mi fa apparire oggi tutta quanta la nostra civiltà umana come una conquista piuttosto discutibile.

DUE PAROLE

Mine-Haha è una parola indiana che significa “acqua ridente”. È il titolo che una vecchia signora sceglie per sigillare le sue memorie. Il manoscritto, ritrovato da uno scrittore che ne introduce brevemente l’esistenza, è un piccolo capolavoro di purezza. Vi si racconta di un collettivo di bambine, ove l’autrice stessa è stata allevata, e del loro addestramento alla percezione del corpo. L’intera narrazione ruota morbosamente intorno alla loro fisicità, all’osservazione e alla “coltivazione” del suo utilizzo. Come in un bianco e incantato circo paradisiaco, le bambine crescono senza alcuna percezione del mondo esterno in un parco-utero che le contiene e protegge. Lo sguardo della testimone è onirico, offuscato nei contorni ma incredibilmente pungente e preciso nei dettagli. L’erotismo latente batte un lontano ritmo che mai arriva a trascendere nella parola. La quotidianità è occupata da esercizi pratici, dall’apprendimento dell’uso di strumenti musicali, dal ballo, la danza e, soprattutto, dalla comprensione della propria esistenza attraverso una corretta impostazione dei fianchi. La favola di Wedekind sembra porre il problema della consapevolezza dell’essere con estremo candore, sottintesa violenza psicologica. La comprensione, la presa di coscienza è verginale, indicibile. Le giovani infatti vengono (senza mai accennarne il motivo) preparate allo spettacolo che sarà infine ingresso nella vita reale, nel mondo esterno. Passaggio che avverrà attraverso il palcoscenico del teatro del parco. Vero e proprio parto nella confusione, nell’apprezzamento altrui, nella realizzazione e nel giudizio.

INFO UTILI

150 pagine. 2 ore e 30 di lettura circa.
opere  affini : il giuoco delle perle di vetro – Hesse;

ORIGINI

Balthus – three sisters – 1945
Mine-Haha ; ovvero dell’educazione fisica delle fanciulle – Frank Wedekind – 1975 (Piccola biblioteca Adelphi).

via Paolo Nova.

N 108 ANEMOS

Valeria Corvino | Art

Conoscere le tappe della formazione di un artista è importante per capire il tragitto che Egli ha compiuto per giungere a delineare il suo personale linguaggio artistico. Nel caso di Valeria Corvino, particolarmente, questo significa operare un percorso a
ritroso per apprendere cosa ha stimolato in lei la casualità di certi incontri e quali necessità l’hanno spinta ad espandere la propria conoscenza, a raffinare le sue inclinazioni, e ad educare costantemente il suo talento.

N 83 NARCISO

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti “alla scuola” di maestri quali Gianni Pisani, Armando De Stefano, Gerardo Di Fiore e Franco Mancini, l’artista, per poter approfondire lo studio sull’immagine partendo da un’analisi della forma nella sua accezione più naturale, decide di avvicinarsi alla fotografia seguendo un corso diretto da Mimmo Iodice, maestro indiscusso di fotografia artistica.

N 104 AU DELA DE LA VERITE' II

N 108 ANEMOS

Dal confronto tra le due tecniche (pittura e fotografia) l’artista giunge così a perfezionare la sua già innata propensione
verso l’equilibrio (tra il dato reale e la sua rappresentazione, tra forma e materia, tra estetica e contenuto, tra classicismo e modernità) derivando dall’applicazione delle Continua a leggere