Uomini e no + Renato Guttuso

Renato Guttuso Crocifissione

DAL TESTO

Questo è il punto in cui sbagliamo. Noi presumiamo che sia nell’uomo soltanto quello che è sofferto, e che in noi è scontato. Aver fame. Questo diciamo che è nell’uomo. Aver freddo. E uscire dalla fame, lasciare indietro il freddo, respirare l’aria della terra, e averla, avere la terra, gli alberi, i fiumi, il grano, le città, vincere il lupo e guardare in faccia il mondo. Questo diciamo che è nell’uomo. Avere Iddio disperato dentro, in noi uno spettro, e un vestito appeso dietro la porta. Anche avere dentro Iddio felice. Essere uomo e donna. Essere madre e figli. Tutto questo lo sappiamo e possiamo dire che è in noi. Ogni cosa che è piangere la sappiamo: diciamo che è in noi. Lo stesso ogni cosa che è ridere: diciamo che è in noi. E ogni cosa che è il furore, dopo il capo chino e il piangere. Diciamo che è il gigante in noi. Ma l’uomo può anche fare senza che vi sia nulla in lui, né patito, né scontato, né fame, né freddo, e noi diciamo che non è l’uomo. Noi lo vediamo. È lo stesso del lupo. Egli attacca e offende. E noi diciamo: questo non è l’uomo. Egli fa con freddezza come fa il lupo. Ma toglie questo che sia l’uomo? Noi non pensiamo che agli offesi. O uomini! O uomo! Appena vi sia l’offesa, subito noi siamo con chi è offeso, e diciamo che è l’uomo. Sangue? Ecco l’uomo. Lacrime? Ecco l’uomo. E chi ha offeso che cos’è? Mai pensiamo che anche lui sia l’uomo. Che cosa può essere d’altro? Davvero il lupo? Diciamo oggi: è il fascismo. Anzi: il nazifascismo. Ma che cosa significa che sia il fascismo? Vorrei vederlo fuori dell’uomo, il fascismo. Che cosa sarebbe? Che cosa farebbe? Potrebbe fare quello che fa se non fosse nell’uomo di poterlo fare? Vorrei vedere Hitler e i tedeschi suoi se quello che fanno non fosse nell’uomo di poterlo fare. Vorrei vederli a cercar di farlo. Togliere loro l’umana possibilità di farlo e poi dire loro: Avanti fate. Che cosa farebbero?

Un corno, dice mia nonna.

Può darsi che Hitler scriverebbe lo stesso quello che ha scritto, e Rosenberg lui pure; o che scriverebbero cretinerie dieci volte peggio. Ma io vorrei vedere, se gli uomini non avessero la possibilità di fare quello che fa Clemm, prendere e spogliare un uomo, darlo in pasto ai cani, io vorrei vedere che cosa accadrebbe nel mondo con le cretinerie loro.

 

ORIGINI

Elio Vittorini – Uomini e No – 1945

Renato Guttuso – Crocifissione – 1941

 

DUE PAROLE

Questi due artisti si accomunano di ascendenti ben precisi: la Sicilia e l’estrema sinistra italiana. Entrambi, impegnati profondamente per la propria terra e il proprio partito, arrivano a comporre le loro due opere più famose nella cornice dei sanguinosi anni ’40. Ma è nell’estrema crudeltà dello spirito umano che l’unione di romanzo e dipinto formano il connubio. E se per una verso Guttuso riesce, con la sua personale “guernica”, a dare colore al teatro emblematico della sofferenza, così Vittorini, con la sua prosa asciuttissima ed onirica, ne riesce ad esaltarne la reale desolazione. “Uomini e no” è uno dei romanzi più significativi sulla lotta partigiana in Italia, forse anche dell’intera letteratura italiana. Le sue parole svuotano, ponendoci lo stesso interrogativo che molti altri pensatori e protagonisti della stessa guerra sono arrivati infine a domandarsi. Cos’è, veramente, un uomo? Il serrato ritmo dei brevi capitoli non lascia spazio a risposte, la voce narrante passa repentinamente a un livello super-partes al fine di richiamare una continua presa di coscienza. Lo sforzo immaginativo è chiamato costantemente all’attenzione. Non v’è spazio per protagonismi, le conseguenze sono date dalla crudeltà degli avvenimenti che, pur ruotando intorno a nomi impersonali, scaraventano il lettore  in quell’incolmabile passaggio che separa la narrazione dalla cruda realtà.

 

p.s. Nota personale, Vittorini sposò la sorella di Quasimodo, Rosa.

via PaoloNova.com

Thomas Li Vigni | Digital Artist

Thomas Li Vigni - logo

Thomas Li Vigni è nato a Lione nel 1987. Diplomato all’istituto di Graphic Design “Albe Steiner” a Torino nel 2006, frequenta poi la “Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino” ad indirizzo pittorico, conseguendo la Laurea ed il Master. Dopo aver partecipato alla 12esima Biennale di Arte Contemporanea di Istanbul, dove ha esposto un installazione anatomica in plexiglass realizzata in digital painting, ritorna in Francia come digital artist affermato. Lavora oggi principalmente al computer e stampa i rendering dei suoi incredibili lavori su supporti multipli creando installazioni tecnologiche. I risultati sono opere artistiche che fondono pittura, tecnologia e graphic design in un tutt’uno davvero stupefacente e carico di ispirazione, alla continua ricerca di nuovi orizzonti di espressione e di sperimentazione pittorica.”

via JaiGuruDeva.it

from MASTERS series: Andy Warhol
Thomas Li Vigni - MASTERS - Andy Warhol

from MASTERS series: Frida Kahlo
Thomas Li Vigni - MASTERS - Frida Kahlo

from MASTERS series: Salvador Dalì
Thomas Li Vigni - MASTERS - Salvador Dalì

Various
Thomas Li Vigni - sample 1

Thomas Li Vigni - Valeblu

Thomas Li Vigni - Various 2

Thomas Li Vigni - Various 3

Thomas Li Vigni - Various

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Massimo Sirelli | CATANZARO COLORFUL

“Intervento sulla scogliera artificiale di cemento armato del porto di Catanzaro Lido in occasione di ALt!rove Steer art festival. La manifestazione vuole proporre un nuovo punto di vista sulla città e della città, un’immagine nuova che crei la sensazione di vivere in un altro luogo. ALT!rove.
Durante il festival sono interventuti, assieme a Massimo Sirelli, artisti del calibro di: 2501, Moneyless, Run, Tellas, Ciredz, Sbagliato, Domenico Romeo, Martina Merlini, Bue2530, GLoois e DMS.”

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Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful 4

Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful 5

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Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful 3

Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful 7

Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful

via Massimo Sirelli

Between sleeping and waking

“Ci sono incubi, qui, più veri che in qualunque altra realtà.”
BSAW - Incubi

Nella società malata di Pinocchio devi essere un ingranaggio sano oppure rischierai di diventare un peso, un attrezzo “rotto”, un coccio.
Nella società malata se non servi puoi morire.


BSAW - Ingranaggio

“Nei sogni di volontà puoi essere una molteplicità di persone ed esperienze; negare altresì le tue sovrastrutture e divenire Dio di te stesso, sbrigliarti dai concetti e creare i tuoi personali paradossi.
La libertà di espanderti oltre misura, OLTRE la fisica, la mente e l’anima è una concessione che ti è data dalla natura. Sfruttala.”

BSAW - Onironautica

“Pinocchio aveva una malattia mentale.
La società, malata anch’essa, lo condannò.”

BSAW - Pinocchio

VIA • Between sleeping and waking •

Fiesta + Ernst Haas

 

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DAL TESTO

La fiesta esplose a mezzogiorno di domenica 6 Luglio. Non c’è molto altro da descrivere di ciò che avvenne. Era tutto il giorno che arrivava gente dalla campagna, ma si mimetizzavano nella città e non li notavi. Sotto il sole cocente, la piazza era tranquilla come in qualsiasi altro giorno. I contadini erano nelle osterie fuori mano, a bere e a prepararsi alla fiesta. Erano arrivati da poco dalle piane e dalle colline e avevano bisogno di compiere a poco a poco i loro spostamenti di valori. Non potevano cominciare pagando i prezzi dei caffè. Trovavano di che spendere bene i propri soldi nelle osterie. I soldi avevano ancora un valore preciso, in ore di lavoro e staia di grano venduto. Col procedere della fiesta, non avrebbe più avuto importanza quanto pagavano né dove compravano.

ORIGINI

Ernst Haas – Bull fight – http://www.ernst-haas.com/

Ernest Hemingway – Fiesta – (The sun also rises) – 1926

DUE PAROLE

Fiesta è un libro giovane e immaturo che Hemingway scrisse con una lucidità disarmante. L’incrocio fra pratica giornalistica e arte narrativa culmina con la cronaca -impeccabile- della scena nell’arena. La danza sensuale fra il giovane torero e il suo unico amico, il toro. Nessuna velleità filosofica sembra nascondersi dietro un romanzo così importante, eppure l’impatto che “The Sun Also Rises” ebbe sulla critica e sulle future generazioni di lettori fu formidabile, si direbbe quasi molto più profondo di quello che il libro stesso voleva sollevare. Qui sta la vera forza dell’Hemingway scrittore e di un nuovo modo di scrollarsi l’ottocento narrativo di dosso. Qui dove, forse, il giovane Ernest pecca ancora di presunzione. La spacconeria di sapersi migliore e talentuoso trasuda in parecchie pagine. Eppure alle limpide carrellate di paesaggi, scene, personaggi e dialoghi, si perdona ogni cosa. Un modo diverso di raccontare, sebbene sotto gli occhi di tutti e tendenzialmente banale, ancora più spettacolare. Paragonabile alla foto di Haas, che seppe, con una semplice esposizione prolungata, regalare dinamismo e originalità all’incantevole spettacolo. Il crudele gioco del torero, ossessionato dalla bellezza, contro l’impulsività ancestrale della bestia, provocata alla vista del rosso, del sangue, della stessa vita.
Via PaoloNova.com

ALOHA Project

“hello! Giacomo Fumagalli A.K.A. Aloha was born in Varese in September 1994, a small town near Milan. Since childhood, is passionate about the design and over the years he develloped great interest in graphic design. Influenced by the graffiti scene Giacomo proposes original graphics preferring as subjects starry skies, pills, legendary animals and tits ( really love the last one ). Giacomo wants to get out of the ghetto with his drawings and his imagination. In addition, Giacomo, thanks Google translator for the bad translation of this biography. Enjoy”

Aloha Project - 1

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