DOLLY at Circoloquadro

Dolly

Inaugurazione: mercoledì 26 novembre 2014, dalle 18.30
In mostra dal 26 novembre al 19 dicembre 2014
Circoloquadro, via Thaon di Revel 21, Milano

“Mercoledì 26 novembre Circoloquadro presenta Dolly, una mostra collettiva dedicata al multiplo e alla stampa fine art. Si gioca con ironia intorno al nome Dolly, il primo essere vivente a essere stato clonato, per proporre un numero importante di lavori di artisti, giovani o già affermati, italiani e stranieri prodotti in multipli o tirati in serie.”

Evento ufficiale.

LARA BORDONI at ROCKITCHEN | photography

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Lara Bordoni, giovane ragazza con una grande passione e dedizione verso la fotografia, ci propone l’esposizione di alcuni dei suoi lavori.
Luoghi suggestivi, ritratti, concerti e astrazioni saranno alcuni dei temi che saranno presenti negli scatti disposti per il locale durante la serata.

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Avrete l’occasione di passare una domenica sera all’insegna dell’arte…il tutto condito con un ricco aperitivo e con ottimi cocktail che lo staff del Rockitchen vi preparerà a prezzi molto buoni!

Evento ufficiale.

Memoria delle mie puttane tristi + Balthus

Balthus-Thérèse-rêvant-1938

 

DAL TESTO

L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte d’amore folle con un’adolescente vergine. Mi ricordai di Rosa Cabarcas, la proprietaria di una casa clandestina che era solita avvertire i suoi buoni clienti quando aveva una novità disponibile. Non avevo mai ceduto a questa né ad altre delle sue molte tentazioni oscene, ma lei non credeva nella purezza dei miei principi. Anche la morale è una questione di tempo, diceva, con un sorriso maligno, te ne accorgerai. Era un po’ più giovane di me, e non avevo sue notizie da così tanti anni che poteva benissimo essere morta. Ma al primo squillo riconobbi la voce al telefono, e le sparai senza preamboli: “Oggi sì.”

ORIGINI

Memoria delle mie puttane tristi (Memoria de mis putas tristes) – Gabrie García Márquez – 2004

Balthus (Balthasar Klossowski) – Thérèse rêvant – 1938

DUE PAROLE

Memoria delle mie puttane tristi è un libro debole e stanco di Márquez che affronta languidamente il tema della consapevolezza. Senza dilungarmi in descrizioni ad un testo non meritevole, propongo un racconto scritto di mio pugno molto simile al tema del romanzo. Si intitola “Rimorso senile”, eccolo.

La reputava una cosa deplorevole.
Mentre saliva le scale del motel osservava la longilinea figura di Margot perfettamente consapevole che i rimorsi sarebbero sgorgati più avanti, dopo l’eiaculazione. Non aveva mai provato un esperienza simile ma da giorni, settimane, forse mesi, non aveva altra idea nel cervello. Ed ora era giunto al dunque. L’eccitazione del proibito lo scuoteva sino alle ossa con un viscido brivido urticante. Accostandosi alla porta poggiò una mano sul fianco della ragazza. Lei aprì l’uscio e i due si accomodarono nella scialba tristezza della camera. Un’aria di imbarazzo irrigidiva i loro movimenti. Al pari di cani randagi, evitavano di guardarsi negli occhi l’un con l’altro. Meccanicamente, obbedivano al loro effimero dovere. “Non c’è niente di male” pensò l’uomo. La ragazza, intanto, aveva già preso a sfilarsi i vestiti. “Non c’è niente di male” riprese sbottonandosi la camicia. Alla luce della lampadina il suo corpo inflaccidito appariva ancora più ridicolo del solito. Osservò come il tempo aveva lavorato la sua pelle, disegnandovi una pallida maschera di vecchiaia. Villi privi di melanina peggioravano, qua e là, la visuale.
“Vuoi una mano?”
Chiese Margot mentre attendeva carponi sul bordo del letto.
“Non preoccuparti, sono già pronto” rispose lui in un sorriso mesto. La medicina, gioiello degli spreconi, aveva imparato anche a rizzare gli uccelli più rammolliti. Sospirando, fu dentro. Cominciarono a ondeggiare lentamente, come una coppia di barche ormeggiate in un porto di piacere. Il palmo delle mani dell’uomo sgorgava energia ventrale verso i lombi della giovane fanciulla. Umidi schiocchi epidermici accompagnavano lo scorrere dei secondi, come un orologio inquisitore. “Girati”, le disse.
Margot si voltò dischiudendo i carnosi cancelli. Lui le salì in grembo bloccandosi per un interminabile momento di incertezza. Passandole una mano sul viso, infine, si rivide vent’anni addietro.
“Giulia…”
La ragazza posò un dito sulle sue labbra, impedendogli di proseguire.
“No, ti prego” disse ella “così no.”
“Hai ragione”, fece il vecchio. Rientrò e, lentamente, senza amore, raggiunse l’orgasmo. Si buttò sul letto aspettando la divina punizione ma il benessere, diffuso, non scemava. Sapeva che quel piacere viscerale si sarebbe ben presto tramutato in agonia. Guardò il soffitto, cercò di distrarsi finché uno straziante supplizio non gli squarciò il petto. Eccolo, il rimorso. “Mio Dio, cos’ho fatto?” si domandò irrequieto. Pensò a sua moglie, alla sua famiglia, alla sua bellissima famigliola. Realizzò ciò che effettivamente aveva compiuto. Il passato è il peggior nemico dei colpevoli.
“Andatevene, andatevene dalla mia testa”. Cercava di scacciare quei fantasmi inopportuni. Era turbato, sudava. “Mai più”, giurò sul petto in sovreccitazione “mai più.”
Si levò dal letto disperato.
“Stai bene?” chiese Margot, la sua Giulia.
“No” rispose lui. Poi estrasse dalla tasca due biglietti da cinquanta e li lasciò cadere sul letto. Si rivestì, stordito, avviandosi verso la porta dove la giovane mano della ragazza bloccò la sua fuga vigliacca verso l’oscurità.
“Nonno” disse lei.
Il vecchio si voltò affranto.
“Non dire niente alla mamma.”
Lui rimase immobile nel buio, sotto i riflettori della vergogna.
“Per favore…” ribadì lei.
Accennando un marmoreo cenno di intesa, deglutì quel poco di dignità che ancora gli era rimasto e imboccò le scale.

via PaoloNova.com

Uomini e no + Renato Guttuso

Renato Guttuso Crocifissione

DAL TESTO

Questo è il punto in cui sbagliamo. Noi presumiamo che sia nell’uomo soltanto quello che è sofferto, e che in noi è scontato. Aver fame. Questo diciamo che è nell’uomo. Aver freddo. E uscire dalla fame, lasciare indietro il freddo, respirare l’aria della terra, e averla, avere la terra, gli alberi, i fiumi, il grano, le città, vincere il lupo e guardare in faccia il mondo. Questo diciamo che è nell’uomo. Avere Iddio disperato dentro, in noi uno spettro, e un vestito appeso dietro la porta. Anche avere dentro Iddio felice. Essere uomo e donna. Essere madre e figli. Tutto questo lo sappiamo e possiamo dire che è in noi. Ogni cosa che è piangere la sappiamo: diciamo che è in noi. Lo stesso ogni cosa che è ridere: diciamo che è in noi. E ogni cosa che è il furore, dopo il capo chino e il piangere. Diciamo che è il gigante in noi. Ma l’uomo può anche fare senza che vi sia nulla in lui, né patito, né scontato, né fame, né freddo, e noi diciamo che non è l’uomo. Noi lo vediamo. È lo stesso del lupo. Egli attacca e offende. E noi diciamo: questo non è l’uomo. Egli fa con freddezza come fa il lupo. Ma toglie questo che sia l’uomo? Noi non pensiamo che agli offesi. O uomini! O uomo! Appena vi sia l’offesa, subito noi siamo con chi è offeso, e diciamo che è l’uomo. Sangue? Ecco l’uomo. Lacrime? Ecco l’uomo. E chi ha offeso che cos’è? Mai pensiamo che anche lui sia l’uomo. Che cosa può essere d’altro? Davvero il lupo? Diciamo oggi: è il fascismo. Anzi: il nazifascismo. Ma che cosa significa che sia il fascismo? Vorrei vederlo fuori dell’uomo, il fascismo. Che cosa sarebbe? Che cosa farebbe? Potrebbe fare quello che fa se non fosse nell’uomo di poterlo fare? Vorrei vedere Hitler e i tedeschi suoi se quello che fanno non fosse nell’uomo di poterlo fare. Vorrei vederli a cercar di farlo. Togliere loro l’umana possibilità di farlo e poi dire loro: Avanti fate. Che cosa farebbero?

Un corno, dice mia nonna.

Può darsi che Hitler scriverebbe lo stesso quello che ha scritto, e Rosenberg lui pure; o che scriverebbero cretinerie dieci volte peggio. Ma io vorrei vedere, se gli uomini non avessero la possibilità di fare quello che fa Clemm, prendere e spogliare un uomo, darlo in pasto ai cani, io vorrei vedere che cosa accadrebbe nel mondo con le cretinerie loro.

 

ORIGINI

Elio Vittorini – Uomini e No – 1945

Renato Guttuso – Crocifissione – 1941

 

DUE PAROLE

Questi due artisti si accomunano di ascendenti ben precisi: la Sicilia e l’estrema sinistra italiana. Entrambi, impegnati profondamente per la propria terra e il proprio partito, arrivano a comporre le loro due opere più famose nella cornice dei sanguinosi anni ’40. Ma è nell’estrema crudeltà dello spirito umano che l’unione di romanzo e dipinto formano il connubio. E se per una verso Guttuso riesce, con la sua personale “guernica”, a dare colore al teatro emblematico della sofferenza, così Vittorini, con la sua prosa asciuttissima ed onirica, ne riesce ad esaltarne la reale desolazione. “Uomini e no” è uno dei romanzi più significativi sulla lotta partigiana in Italia, forse anche dell’intera letteratura italiana. Le sue parole svuotano, ponendoci lo stesso interrogativo che molti altri pensatori e protagonisti della stessa guerra sono arrivati infine a domandarsi. Cos’è, veramente, un uomo? Il serrato ritmo dei brevi capitoli non lascia spazio a risposte, la voce narrante passa repentinamente a un livello super-partes al fine di richiamare una continua presa di coscienza. Lo sforzo immaginativo è chiamato costantemente all’attenzione. Non v’è spazio per protagonismi, le conseguenze sono date dalla crudeltà degli avvenimenti che, pur ruotando intorno a nomi impersonali, scaraventano il lettore  in quell’incolmabile passaggio che separa la narrazione dalla cruda realtà.

 

p.s. Nota personale, Vittorini sposò la sorella di Quasimodo, Rosa.

via PaoloNova.com

Thomas Li Vigni | Digital Artist

Thomas Li Vigni - logo

Thomas Li Vigni è nato a Lione nel 1987. Diplomato all’istituto di Graphic Design “Albe Steiner” a Torino nel 2006, frequenta poi la “Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino” ad indirizzo pittorico, conseguendo la Laurea ed il Master. Dopo aver partecipato alla 12esima Biennale di Arte Contemporanea di Istanbul, dove ha esposto un installazione anatomica in plexiglass realizzata in digital painting, ritorna in Francia come digital artist affermato. Lavora oggi principalmente al computer e stampa i rendering dei suoi incredibili lavori su supporti multipli creando installazioni tecnologiche. I risultati sono opere artistiche che fondono pittura, tecnologia e graphic design in un tutt’uno davvero stupefacente e carico di ispirazione, alla continua ricerca di nuovi orizzonti di espressione e di sperimentazione pittorica.”

via JaiGuruDeva.it

from MASTERS series: Andy Warhol
Thomas Li Vigni - MASTERS - Andy Warhol

from MASTERS series: Frida Kahlo
Thomas Li Vigni - MASTERS - Frida Kahlo

from MASTERS series: Salvador Dalì
Thomas Li Vigni - MASTERS - Salvador Dalì

Various
Thomas Li Vigni - sample 1

Thomas Li Vigni - Valeblu

Thomas Li Vigni - Various 2

Thomas Li Vigni - Various 3

Thomas Li Vigni - Various

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Massimo Sirelli | CATANZARO COLORFUL

“Intervento sulla scogliera artificiale di cemento armato del porto di Catanzaro Lido in occasione di ALt!rove Steer art festival. La manifestazione vuole proporre un nuovo punto di vista sulla città e della città, un’immagine nuova che crei la sensazione di vivere in un altro luogo. ALT!rove.
Durante il festival sono interventuti, assieme a Massimo Sirelli, artisti del calibro di: 2501, Moneyless, Run, Tellas, Ciredz, Sbagliato, Domenico Romeo, Martina Merlini, Bue2530, GLoois e DMS.”

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Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful 5

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Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful 7

Massimo Sirelli - Catanzaro Colorful

via Massimo Sirelli

Between sleeping and waking

“Ci sono incubi, qui, più veri che in qualunque altra realtà.”
BSAW - Incubi

Nella società malata di Pinocchio devi essere un ingranaggio sano oppure rischierai di diventare un peso, un attrezzo “rotto”, un coccio.
Nella società malata se non servi puoi morire.


BSAW - Ingranaggio

“Nei sogni di volontà puoi essere una molteplicità di persone ed esperienze; negare altresì le tue sovrastrutture e divenire Dio di te stesso, sbrigliarti dai concetti e creare i tuoi personali paradossi.
La libertà di espanderti oltre misura, OLTRE la fisica, la mente e l’anima è una concessione che ti è data dalla natura. Sfruttala.”

BSAW - Onironautica

“Pinocchio aveva una malattia mentale.
La società, malata anch’essa, lo condannò.”

BSAW - Pinocchio

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